Doggy Barboncino Nero, Felpa Girocollo Donna

sword - anatomy - Felpa Girocollo Donna

New product

felpa
80% cotone/ 20% POLIESTERE
Grammatura 305  gr
Manica Manica lunga
Modello collo Girocollo
Tessuto Classico invernale
colore     Bianco

Altri dettagli

120,00 €

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Informazioni
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Barbone (cane)

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Barboncino" rimanda qui. Se stai cercando il personaggio di One Piece, vedi Barboncino (personaggio).
Barbone
Standard Poodle black male sitting.jpg
Razze canine
Esemplare di barbet, da cui discende il barbone

Il barbone è una razza canina di origine Egizia. Nei tempi antichi, grazie al suo fiuto e alla sua predisposizione a stare in acqua o davanti ad un palazzo, il barbone era impiegato nella caccia alle anatre come cane da riporto in acqua: il suo nome francese "caniche" deriverebbe infatti da "canard" (che significa appunto "anatra") oppure da chien canne (cane da canna); in tedesco ("Pudel") e in inglese ("poodle") il nome deriva dall'arcaico tedesco "pudeln" che significa letteralmente "lanciarsi nell'acqua".[2]

Contrariamente al suo utilizzo antico, il barbone viene oggi posto nel IX gruppo della classificazione FCI (Federation cynologique internationale), cioè nella categoria dei cani da compagnia.

Storia

Sull'origine della razza ci sono diverse dispute: le due tesi più accreditate riconducono comunque la provenienza del barbone alla Francia o alla Germania. Secondo i francesi la razza discenderebbe da un loppide d'acqua ancora oggi esistente chiamato "barbet", secondo i sostenitori della discendenza tedesca, invece, lo stesso barbet potrebbe discendere da una razza di origine asiatica arrivata in Europa grazie al contatto dei Goti e degli Ostrogoti con le popolazioni orientali, oppure potrebbe essere stata allevata dai Berberi nel Nord-Africa fino a trovare la strada Europea passando dal Portogallo. Nel 1936, lo standard della razza fu stabilito dalla FCI. Al fine di evitare qualsiasi dissenso tra due membri fondatori, la Germania ha riconosciuto ufficialmente il barboncino come una razza francese e quindi ha riconciliato qualsiasi paternità sulla sua origine.[3]

L'iconografia ci mostra esemplari di barbone a partire dal tardo Medioevo e diversi autori del Sei e Settecento citano il barbone come cane da lavoro. Alcune pitture del tedesco Albrecht Dürer mostrano l'esistenza della razza nel quindicesimo e sedicesimo secolo.

La regina Anna d'Inghilterra conobbe e apprezzò questi animali quando alcuni suoi sudditi le mostrarono dei barboni addestrati che si posizionavano sulle zampe posteriori saltellando e roteando.

Un barbone in un'opera di Rembrandt del 1631-33

Agli inizi dell'Ottocento, grazie alle loro eccezionali caratteristiche intellettive e di temperamento, molti barboni iniziarono ad apparire nei circhi francesi. È proprio in questo periodo che furono creati dagli allevatori i primi esemplari grigi e albicocca. Fu il principale animale da compagnia nel tardo XVIII secolo in Spagna, come mostrano i quadri di Goya; inoltre, durante il regno di Luigi XVI, il barbone è stato ospitato nei palazzi reali, lanciando una sorta di moda seguita da tutta la nobiltà dell'epoca.[4]

Originariamente il barbone era un animale votato al pericolo e all'avventura. Il suo impiego nella caccia all'anatra e come cane da riporto in acqua era talmente diffuso che la sua toelettatura odierna (che molti riconducono a stravaganti canoni estetici) era concepita appositamente per facilitargli il lavoro nell'acqua: la tosatura sul pelo nella parte posteriore del corpo serviva a lasciargli maggior libertà nel nuoto con gli arti posteriori, mentre il pelo veniva lasciato crescere abbondantemente nella parte anteriore per garantire copertura dal freddo e dal vento agli organi più importanti come i polmoni e il cuore e per proteggere il corpo dai graffi delle piante. Il ciuffo sulla coda, infine, era necessario per permettere al padrone di seguirlo con lo sguardo quando si immergeva negli acquitrini o quando entrava nella fitta boscaglia: vista l'assenza di pelo nella parte posteriore, infatti, non era facile distinguere la pelle dai cespugli e dal sottobosco, mentre risultava semplice seguire il movimento ondulato del ciuffo colorato in cima alla coda sul quale veniva spesso legato un nastrino colorato per aiutare ancora di più l'occhio.

Varie testimonianze ci indicano anche che il barbone è stato utilizzato come cane da guerra.

Gli esemplari di piccola taglia sono stati utilizzati come cercatori di tartufo grazie al loro ottimo fiuto e alle dimensioni che permettono di muoversi agilmente nel sottobosco. Le piccole zampe, inoltre, danneggiavano i funghi in maniera minore rispetto ai cani più grandi.[4]

Durante l'impiego nei circhi, i barboni imparavano sorprendenti numeri acrobatici e di intelligenza; nessun altro cane ha infatti visto un impiego tanto ampio negli spettacoli e nelle esibizioni.

Barboni nella storia[modifica | modifica wikitesto]

Una delle prime testimonianze scritte riguardo al barbone in Germania ci viene riportata da Eliot Warburton[5][6] riguardo al Principe Rupert del Palatinato, nipote di Carlo I d'Inghilterra: il principe fu fatto prigioniero durante la battaglia di Lemgo nel 1638 e fu confinato a Linz fino al 1641. Durante questo periodo Lord Arundel, ambasciatore inglese a Vienna, consegnò un barbone di nome Boy al principe. Alla fine di questo racconto, Warburton aggiungeva aridamente: È curioso osservare questo uomo audace e irrequieto mentre si diverte ad insegnare a un cane quella disciplina che lui non potrebbe mai imparare. Il barbone fu il fedele compagno del principe Rupert del Palatinato fino alla morte del cane durante la battaglia di Marston Moor.

Durante le guerre Napoleoniche furono molti i casi di barboni-soldato che accompagnarono gli eserciti nelle campagne europee. Le fonti disponibili ci indicano:

Morte del cane del reggimento napoleonico (Dipinto di Horace Vernet)
  • Barbuche: apparteneva ad un orfano (Petit Jean) che fu preso sotto la protezione del Sergente Fougasse. Durante la campagna italiana il suo primo padrone morì; Barbuche perse una zampa anteriore cercando di difenderlo. Il barbone passò il resto della vita con il Sergente Fougasse.[7]
  • Moustache: probabilmente il più famoso, si tratta di un barbone nero, mascotte del 40º Reggimento di Fanteria di Linea francese (40ème Régiment d'Infanterie de Ligne), che prese parte attiva durante la campagna austriaca. Era presente a Marengo e gli fu riconosciuto il merito di aver scoperto una spia austriaca salvando il distaccamento della sua compagnia da un attacco a sorpresa. Ad Austerlitz si rese protagonista di un altro avvenimento: un portabandiera francese fu ferito a morte e circondato dai nemici; egli, morente, tentò di proteggere la bandiera napoleonica avvolgendosela intorno al corpo. Moustache non poteva fare niente per il giovane soldato, ma riuscì a salvare ciò per cui aveva dato la vita: riuscì infatti a riportare la bandiera dietro alle linee amiche. Il barbone fu così premiato con una medaglia d'onore; fu inoltre iscritto nel libro del reggimento come soldato a tutti gli effetti, avendo diritto alle razioni e ad una paga. Fu stroncato da una palla di cannone spagnola in occasione dell'assedio di Badajoz, l'11 marzo 1812, all'età di 12 anni.[8]
  • Mohiloff: era il cane del Duca di Enghien, che Napoleone fece arrestare temendo un complotto a suo danno: gli fu detto di prepararsi per un lungo viaggio, ed egli chiese di portare con sé il suo cane. Il permesso gli fu accordato, e quando il Duca fu fucilato a tradimento, il suo cane dovette essere portato via con la forza.[9]
  • Mouton: fu un barbone trovato in Spagna da un reggimento francese nel 1808. Seguì l'esercito in Germania e partecipò alla battaglia di Aspern-Essling e di Wagram l'anno successivo. Tornò in Spagna nel 1810 e ripartì per la Russia, ma si perse in Sassonia nel 1810. Riuscì a riconoscere uno scaglione del suo reggimento e lo seguì fino a Mosca. Le zampe congelate, morì subito dopo aver attraversato la Beresina, in un estremo atto di difesa del granatiere che lo stava portando in spalla da due cosacchi a cavallo.[10]
  • Moffino: si perse nella confusione durante la battaglia della Beresina, ma seguì le tracce dell'esercito napoleonico per molte migliaia di miglia fino a ricongiungersi col suo padrone a Milano, un anno più tardi.[11]
Una raffigurazione del gesto eroico di Moustache
  • Magrita: un cane-infermiere che seguiva gli Zuavi della Guardia Imperiale portando legato al collo un sacco con i bendaggi da offrire a chi era stato ferito.[12]
  • Thoutou: era la mascotte di un reggimento di Zuavi; il cane fu protagonista delle cattura di spie nemiche.[13]

Un famoso barboncino fu Atma, il cane del filosofo Arthur Schopenhauer. In realtà i cani con questo nome furono due: il primo Atma morì nel 1850; lo stesso anno Schopenhauer ne comprò un altro, Butz, che poi chiamò Brahma (nome della suprema divinità induista) e nuovamente Atma (anima del mondo in sanscrito). Il cane seguiva dovunque il filosofo (che cambiò persino casa nel 1859, dopo un litigio con un vicino a causa dell'animale), anche al ristorante, e il padrone usava parlare con lui chiamandolo "signore". Quando Schopenhauer morì, nel 1860, lasciò precise disposizioni alla domestica perché provvedesse al barbone (morto qualche anno dopo, ma la data precisa non è nota).[14]

I barboni furono molto utilizzati come cani-soldato durante la seconda guerra mondiale, tanto che negli USA fu indetta una campagna per il reclutamento di quadrupedi per l'esercito; sul manifesto compariva proprio l'immagine di due barboni.

Caratteristiche

Aspetto e colori

Il barbone ha i tratti somatici molto ben definiti ed è facilmente distinguibile da ogni altra razza canina:

La testa è molto ben definita, rettilinea e proporzionata al tronco, con il cranio leggermente convesso e l'occipite[15] pronunciato; la schiena è discendente, le orecchie devono essere piatte, allungate, pendenti[15] e non appuntite, la coda breve e riccioluta. Le arcate sopracciliari sono leggermente pronunciate; le labbra si presentano lievemente sviluppate, asciutte e di medio spessore. Le guance poco sporgenti; gli occhi sono a mandorla, leggermente obliqui e il colore è nero o marrone molto scuro negli esemplari dal pelo nero, grigio, bianco, albicocca o rosso, mentre può essere color ambra scuro negli esemplari marroni. Lo stop[15] non è netto, al contrario del tartufo[15] che è molto ben distinto: esso è nero negli esemplari neri, grigi e bianchi, marrone nei soggetti marroni mentre può assumere diverse sfumature dal marrone al nero negli esemplari albicocca o rossi, ma in ogni caso si presenta sempre in armonia con il colore del mantello; le narici sono nettamente aperte. I piedi sono proporzionalmente piccoli e ovali. Il ventre è moderatamente retratto. La coda si attacca abbastanza in alto. Gli arti anteriori devono essere in perfetto appiombo, quelli posteriori in perfetto appiombo e ben angolati.

Un barbone grande mole dal pelo cordato

La peculiarità che più di tutte differenzia il barbone dalle altre razze è tuttavia il pelo: esso appare riccioluto e soffice e si presta a diversi tipi di taglio che, nelle gare di bellezza, vengono utilizzati per valorizzare l'aspetto dell'animale. Una caratteristica molto importante del pelo del barbone è che esso non ha il sottopelo, come la maggior parte degli altri cani, e perciò non presenta periodi di muta: il pelo non cade mai ma anzi cresce continuamente (ed essendo riccioluto ha anche causato il nomignolo "cane pecora") ed è inoltre ipoallergenico. Anche questa particolarità contribuisce a rendere questa razza perfetta per la vita domestica.

colori standard ammessi sono nero, grigio, bianco, marrone, albicocca e rosso fulvo (dal 1 gennaio 2016 l'albicocca e il rosso fulvo sono stati uniti uniti nel colore fulvo). Alcuni esemplari di barbone presentano il pelo cordato anziché riccioluto, sebbene questa varietà sia oggi molto rara. La pelle deve essere morbida, tesa, pigmentata. Il barbone nero, marrone, grigio, albicocca e rosso fulvo devono essere pigmentati in armonia col colore del mantello, i barboni bianchi devono avere una pelle argentata.

Fonti dei contenuti : https://it.wikipedia.org/wiki/Barbone_(cane)

 
Dettagli
StileRegular
Collezioneautumn/winter 2021
Lunghezza FelpaStandard
Lunghezza ManicaLunga
Tessuto80% Cotone 20% poliestere
ScolloGirocollo

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